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	<title>Tesi di Laurea Archivi - Class</title>
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	<description>Monitorare. Capire. Migliorare.</description>
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		<title>Monitoraggio in continuo del particolato aerodisperso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 07:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disinfezione e pulizia]]></category>
		<category><![CDATA[Microbiologico]]></category>
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					<description><![CDATA[Quello che segue è l'abstract della tesi di Laurea Magistrale in "Biologia della salute", a cura di Letizia Bellucci. Lo riportiamo in versione integrale così come presentato in sede di discussione all'Università di Bologna - Alma Mater Studiorum.   Abstract La Sala Operatoria viene considerata un ambiente a contaminazione controllata, comparata, dalla norma UNI TR]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Quello che segue è l&#8217;abstract della tesi di Laurea Magistrale in &#8220;Biologia della salute&#8221;, a cura di Letizia Bellucci.<br />
Lo riportiamo in versione integrale così come presentato in sede di discussione all&#8217;Università di Bologna &#8211; Alma Mater Studiorum.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;">Abstract</h3>
<p>La Sala Operatoria viene considerata un <strong>ambiente a contaminazione controllata</strong>, comparata, dalla norma UNI TR 11424:2015, alla stregua di una Clean Room.<br />
Secondo tale norma, il locale deve essere costruito e utilizzato in modo da minimizzare l’introduzione, la generazione e la ritenzione di particelle al suo interno, le quali potrebbero essere veicolo di microrganismi. La concentrazione di particelle aerotrasportate è quindi controllata.</p>
<p>Lo studio oggetto di tesi è stato svolto presso un’Azienda Ospedaliera del centro Italia e nasce dalla volontà di migliorare questo parametro attraverso il sistema di <strong>monitoraggio del particolato aerodisperso in continuo</strong>, basato su sensori (LPS &#8211; Laser Particle Sensor) installati nelle sale operatorie. Lo scopo è stato quello di individuare, attraverso analisi dati ed osservazione diretta, <strong>una correlazione tra incremento del particolato aerodisperso ed azioni o attività umane, con il preciso intento di correggere e migliorare comportamenti, attività e procedure che potrebbero compromettere la qualità ed il livello ambientale della sala operatoria.</strong></p>
<p>Il controllo visivo svolto durante l’indagine ha individuato diverse condotte di natura comportamentale che potrebbero compromettere lo stato di buona “salute” della sala. <strong>Il fattore umano</strong> è la variabile che incide maggiormente sul mantenimento degli standard di pulizia di una Sala Operatoria. Seppure non sia stato possibile correlare univocamente azione-evento, lo studio risulta uno strumento in grado di valutare complessivamente le norme comportamentali del personale di sala e porre interrogativi che potrebbero essere poi approfonditi, studiati e risolti caso per caso, risalendo alle azioni che potrebbero compromettere la buona pratica operatoria, per migliorare la qualità complessiva dell’ambiente. <strong>Il continuo confronto tra personale di sala e dato analitico, può aiutare a migliorare la riuscita finale dell’intervento chirurgico, obiettivo finale di ogni comparto operatorio.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>&#8220;Rischio e sicurezza nelle sale operatorie: il monitoraggio della qualità dell’aria come misura di prevenzione.&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2018 22:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disinfezione e pulizia]]></category>
		<category><![CDATA[Formaldeide]]></category>
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		<category><![CDATA[Giorgio Rinaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Master in Sicurezza e prevenzione nell'ambiente di lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[standard di sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Tesi di Laurea]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[Quello che segue è l'abstract della tesi di Master di I Livello in "Sicurezza e prevenzione nell'ambiente di lavoro", a cura di Giorgio Rinaldi. Lo riportiamo in versione integrale così come presentato in sede di discussione all'Università di Bologna - Alma Mater Studiorum.   Abstract Il presente elaborato propone un percorso di ricerca, analisi e]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Quello che segue è l&#8217;abstract della tesi di Master di I Livello in &#8220;Sicurezza e prevenzione nell&#8217;ambiente di lavoro&#8221;, a cura di Giorgio Rinaldi.<br />
Lo riportiamo in versione integrale così come presentato in sede di discussione all&#8217;Università di Bologna &#8211; Alma Mater Studiorum.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;">Abstract</h3>
<p>Il presente elaborato propone un percorso di ricerca, analisi e sviluppo delle tecniche di prevenzione in ambito sanitario, con particolare attenzione a quei siti ove la qualità dell’aria può minare la salute degli operatori sanitari e dei pazienti e compromettere il processo lavorativo specifico dell’ambiente; emblematico il caso delle Sale Operatorie.</p>
<p>Dal punto di vista igienico-sanitario, il problema dell’inquinamento indoor ha assunto un notevole rilievo sia in termini di impatto della qualità stessa dell’aria sulla salute della popolazione, sia per le implicazioni tecniche progettuali degli edifici. Tra i sistemi e gli impianti presenti in un ospedale, assume grande importanza (ai fini del microclima termoigrometrico e della depurazione dell’aria dagli odori, dai vapori, dagli inquinanti gassosi, dalle impurità solide e/o particellari) l’impianto di ventilazione.<br />
I possibili rischi possono essere distinti in:<br />
Rischio Fisico: alterazione del benessere o discomfort termico del personale ospedaliero, dei pazienti e dei visitatori, derivante da un livello inadeguato dei parametri microclimatici.<br />
Rischio Chimico: alterazione dei meccanismi metabolici o di detossificazione derivante dalla contaminazione ambientale da sostanze tossiche, nocive o cancerogene.<br />
Rischio Biologico: alterazione dei meccanismi d’organo, tissutali, cellulari ed immunitari derivanti dalla contaminazione ambientale qualitativamente e/o quantitativamente inadeguata di microrganismi.<br />
Risulta evidente l’importanza di cercare quei parametri che possono rilevare il grado di rischio a cui l’operatore, il paziente o il processo possono essere costantemente esposti (solo in Italia i decessi per infezioni ospedaliere superano quelli per incidenti stradali).<br />
La chiave in questo ambito è rappresentata dal Monitoraggio Ambientale in continuo dei blocchi operatori al fine di eliminare e/o ridurre l&#8217;esposizione professionale ad agenti chimici o biologici, dannosa per la salute dei lavoratori, dannosa per il materiale genetico delle cellule di lavoratori maschi e femmine e/o con effetti avversi sulla loro funzione sessuale. Diverse sostanze chimiche e alcuni agenti infettivi possono infatti anche essere dannosi per la gravidanza e pericolosi per il feto.<br />
Tali agenti sono spesso indicati come &#8220;sostanze tossiche per la riproduzione” come i gas anestetici, pesticidi e altre sostanze chimiche. La prevenzione degli effetti nocivi delle esposizioni professionali richiede la valutazione e la gestione dei rischi riproduttivi sul luogo di lavoro.<br />
La legislazione europea obbliga i datori di lavoro a garantire che l&#8217;ambiente di lavoro sia sicuro per la salute riproduttiva dei lavoratori, delle lavoratrici gestanti e della prole. L&#8217;UE ha elaborato linee guida per la valutazione degli agenti e dei processi pericolosi nonché quali misure preventive possono proteggere i lavoratori in gravidanza e in allattamento dagli effetti negativi dell&#8217;esposizione professionale a gas anestetici come il protossido d’azoto.<br />
Informazioni utili sulla sicurezza e sulla salute dei prodotti chimici sono disponibili nelle schede di sicurezza (SDS) e in altre fonti, ad esempio documentazione tecnica o materiale dei produttori. La scheda di dati di sicurezza (SDS) è un documento informativo completo su una sostanza o miscela chimica. È inteso come una fonte aggiuntiva di informazioni che va oltre la classificazione e l&#8217;etichettatura prevalentemente per i datori di lavoro. È importante valutare l&#8217;entità, la frequenza e la durata dell&#8217;esposizione.<br />
Misurazioni igieniche professionali o monitoraggio biologico possono essere utilizzate per valutare il livello di esposizione agli agenti chimici. I risultati della misurazione possono essere confrontati con i limiti di esposizione professionale (OEL) stabiliti per prevenire malattie professionali o altri effetti avversi nei lavoratori esposti a sostanze chimiche pericolose. Gli OEL non possono tenere conto degli effetti sulla riproduzione e pertanto sarà necessaria l&#8217;assistenza di esperti nella valutazione del rischio.<br />
Per accertare i livelli di contaminazione ambientale da gas anestetici in sala operatoria, causati da emissioni dirette e dal progressivo degrado delle tenute pneumatiche delle attrezzature, ovvero di verificare l’efficacia degli interventi di manutenzione e bonifica, sarà fondamentale effettuare in ciascuna area chirurgica, in modo continuativo, il rilevamento delle concentrazioni di gas anestetici aerodispersi. Le strategie di campionamento dovranno mirare il più possibile a valutare l’esposizione dei lavoratori, perciò il prelievo va fatto in corrispondenza della “zona respiratoria” del soggetto esposto (anestesista, strumentista, chirurgo, infermiere) e deve durare per un periodo di tempo che preferibilmente comprenda l’intera seduta chirurgica o che comunque sia rappresentativo della reale esposizione.<br />
Per valutare l’inquinamento del blocco operatorio è opportuno effettuare campionamenti in:<br />
sala operatoria (zona anestesia, zona operatoria, zona periferica della sala);<br />
locali adiacenti e direttamente comunicanti (preparazione paziente, sterilizzazione, sala risveglio ecc.);<br />
locali non direttamente comunicanti (corridoi, ingresso, spogliatoio ecc.).<br />
Per l’identificazione delle specifiche fonti di inquinamento si dovranno eseguire misure (con campionamenti di breve durata o con rivelazioni istantanee) in prossimità delle apparecchiature di anestesia lungo l’intero circuito respiratorio, in corrispondenza dei vari raccordi, guarnizioni, valvole, erogatori, condotti ecc.<br />
Campionamenti e analisi non devono essere finalizzati solo al rispetto della normativa, ma devono essere supportati da adeguate misure e protocolli di comportamento che riguardino sia l’aspetto tecnologico di manutenzione di impianti e strutture sia la condotta degli operatori durante l’attuazione delle pratiche anestesiologiche secondo quanto raccomandato dalla circolare del Ministero della Sanità n. 5 del 14/3/89.<br />
Il bisogno di comprendere in maniera più approfondita le problematiche connesse alla vita del blocco operatorio è stato il fattore che ha dato il via al presente lavoro.<br />
L’obiettivo è quello di effettuare una ricompilazione di diverse ricerche e studi riguardanti criticità e fattori di rischio che incidono negativamente sulla qualità dei servizi offerti dal Servizio Sanitario Nazionale. Questo perché nelle corde dell’azienda c’è la volontà e l’obbiettivo di stimolare un maggiore dibattito e una maggiore consapevolezza nei professionisti che operano nel settore sanitario (in particolare nel comparto operatorio), affinché implementino nelle loro strategie di gestione ulteriori attività di controllo e di prevenzione, per limitare il numero degli eventi avversi, nonché la magnitudo e la gravità delle conseguenze che ne possono derivare. La presente relazione non si propone come un lavoro di carattere scientifico e non ha la presunzione di essere un libretto d’istruzioni su compiti e responsabilità degli attori coinvolti nel blocco operatorio, ma serve a presentare un contesto particolare attraverso dati ufficiali ed ha puro carattere divulgativo.<br />
L’esperienza negli anni ha insegnato che oggi in condizioni normali di esercizio l’inquinamento da gas anestetici è estremamente limitato, tuttavia si riscontrano episodi casuali ed imprevedibili, come: rotture, cattivo utilizzo, mancato rispetto delle procedure, guasti, ecc.. che portano ad un rapido incremento dell’inquinamento ambientale ed alla conseguente esposizione professionale; il protrarsi nel tempo di tali situazioni di criticità, può diventare un serio problema, in situazioni di questa natura solo il monitoraggio in continuo (h24/7/365) può evidenziare tale rischio, innescando nei gestori della sicurezza e nei responsabili del reparto le dovute azioni correttive, generando i dovuti interventi tecnici e/o comportamentali.</p>
<p>Monitorare per capire, capire per migliorare!!!</p>
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