Maggio 25, 2026
LPS: il nuovo sensore di Class per il monitoraggio in continuo del particolato
Class srl presenta il sensore LPS MOD. CLS-3715-28: uno strumento sviluppato per garantire il monitoraggio continuo e in tempo reale della contaminazione da particolato aerodisperso in sala operatoria, in UFA e in tutti i locali a contaminazione controllata.
La qualità dell’aria interna (Indoor Air Quality, IAQ) negli ospedali è un tema che coinvolge in misura uguale ingegneria impiantistica, controllo delle infezioni e sicurezza dei pazienti. A differenza di quanto si potrebbe pensare, la qualità dell’aria interna in ospedale può essere significativamente peggiore di quella esterna: le sorgenti di contaminazione interne — bioaerosol, spore fungine, prodotti della combustione, VOC rilasciati da agenti di pulizia e disinfezione — si sommano a quelle outdoor e, in assenza di un sistema di filtrazione adeguato e performante, le concentrazioni di alcuni contaminanti possono superare i parametri di sicurezza per operatori e pazienti.
In questo scenario, le sale operatorie e i locali a contaminazione controllata rappresentano i contesti a più alto rischio. In questi ambienti il controllo del particolato aerodisperso non è un’opzione, ma un presidio clinico a tutti gli effetti. La norma UNI EN ISO 14644-1 (che classifica le sale operatorie in base alla massima concentrazione consentita di particelle di dimensione ≥ 0,5 µm per m³ di aria), e la norma italiana UNI 11425:2011 (che ha introdotto nel quadro nazionale i concetti di classificazione, monitoraggio e gestione della contaminazione tipici degli impianti VCCC) prescrivono l’installazione di dispositivi che permettano di misurare i parametri indicativi del corretto funzionamento dell’impianto, al fine di individuare con anticipo possibili situazioni di rischio.
Infatti, per quanto ben progettato, un impianto può degradare nel tempo: filtri ostruiti, variazioni di pressione differenziale e infiltrazioni non rilevate, sono cause silenziose di deterioramento della qualità dell’aria. Il monitoraggio in continuo del particolato aerodisperso è in grado di intercettare un eventuale calo di rendimento del sistema di ventilazione e condizionamento prima che possa causare un problema clinico.
Dove si installa il sensore LPS?
Il sensore LPS è progettato per essere installato in tutti gli ambienti del comparto operatorio e nei locali a contaminazione controllata, come previsto dall’Annex 1 delle GMP (Good Manufacturing Practices) per il monitoraggio nelle aree classificate.
In sala operatoria, il sensore viene posizionato direttamente sul pensile del chirurgo, o nel punto più vicino al tavolo operatorio — ovvero là dove il controllo della qualità dell’aria è più critico. Negli ambienti classificati, come ad esempio UFA e camere bianche, può essere collocato direttamente all’interno della cappa, per validare le aree di grado A e B, comprese le zone filtro di grado C e D.

La tecnologia: sensibilità e stabilità in un involucro compatto
Il cuore del sensore LPS è un sistema ottico a specchi con diodo laser da 780 nm, basato sul principio del light scattering. Questa tecnologia permette di rilevare in tempo reale sia la dimensione che la concentrazione del particolato aerodisperso, con un range di misura che copre le classi granulometriche da 0,3 a 10,0 µm e una concentrazione fino a 1.000.000 particelle/m³.
L’architettura del banco ottico, esente da interferenze causate da eventuali vibrazioni, garantisce stabilità e precisione della misura nel tempo — caratteristiche fondamentali per un dispositivo che opera in continuo, 24 ore su 24, all’interno di ambienti ad alto rischio.
L’elemento distintivo, però, è che il sensore LPS non necessita di una fonte di aspirazione continua esterna: il campionamento avviene attraverso una pompa interna controllata da sensori di portata e di flusso, con un flusso di aspirazione di 2,83 L/min.
Questa caratteristica rende il nuovo sensore estremamente compatto, consentendo l’installazione sotto cappa o all’interno del pensile operatorio in maniera semplice e poco invasiva.


Connettività e gestione dei dati
Il sensore LPS è progettato per integrarsi in un ecosistema digitale completo. La connessione avviene via Ethernet (su switch standard o PoE) a un server dedicato basato su Raspberry Pi, che gestisce la rete dei sensori e consente il controllo remoto dell’intera infrastruttura.
I dati misurati vengono salvati in un database locale sul server, accessibili e esportabili in formato Excel, e possono essere trasmessi in tempo reale — in modo opzionale e indipendente — verso:
- ClassGuardian, l’applicazione desktop e mobile di Class per la visualizzazione e l’elaborazione in tempo reale dei dati di monitoraggio;
- Modbus TCP/IP, per l’integrazione con sistemi BMS già esistenti nella struttura;
- Server UDP o MQTT, forniti dall’utente.
Se una o più connessioni vengono disabilitate, il sistema continua comunque a salvare i dati nel database locale, senza perdita di informazioni.
Marcatura CE e conformità normativa
Il sistema è marcato CE in conformità alle norme CEI EN 60601-1 (2007) e CEI EN 60601-1-2 (2010) sulla compatibilità elettromagnetica, a garanzia della sua idoneità all’impiego in ambienti medicali.
Con il nuovo sensore LPS, Class srl mette a disposizione delle strutture ospedaliere e farmaceutiche uno strumento che trasforma il monitoraggio del particolato da mero adempimento normativo a presidio attivo della sicurezza ambientale.
Per informazioni sul sensore LPS MOD. CLS-3715-28 e sulle soluzioni di monitoraggio Class, contattaci su info@class.srl oppure visita www.class.srl


