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	<title>Disinfezione e pulizia Archivi - Class</title>
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	<description>Monitorare. Capire. Migliorare.</description>
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		<title>Prevenire le infezioni ospedaliere: strategie e sfide nei nostri ospedali.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 10:12:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disinfezione e pulizia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Sole 24 Ore, la settimana scorsa, pubblica un articolo dal titolo Perché ci si ammala in ospedale e come possiamo prevenirlo? (leggi l'articolo integrale qui) Si parla di infezioni correlate all'assistenza (ICA) negli ospedali europei (e italiani) e delle difficoltà nel prevenirle. In particolare, ci sono due passaggi chiave che andrebbero sottolineati quando si]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il Sole 24 Ore, la settimana scorsa, pubblica un articolo dal titolo</h3>
<h1>Perché ci si ammala in ospedale e come possiamo prevenirlo?</h1>
<p>(leggi l&#8217;articolo integrale <a href="https://www.infodata.ilsole24ore.com/2024/05/18/perche-ci-si-ammala-in-ospedale-e-come-possiamo-prevenirlo/?utm_source=pocket-newtab-it-it" target="_blank" rel="noopener">qui</a>)</p>
<p>Si parla di<strong> infezioni correlate all&#8217;assistenza (ICA)</strong> negli <strong>ospedali europei</strong> (e italiani) e delle difficoltà nel prevenirle.</p>
<p>In particolare, ci sono due passaggi chiave che andrebbero sottolineati quando si parla di <strong>prevenzione:</strong></p>
<p>Il primo, apparentemente ovvio,  si può riassumere descrivendo gli ospedali (in generale, non solo quelli Italiani) quali luoghi pieni di <strong>microrganismi patogeni</strong>. Si può entrare in contatto con un patogeno toccando un paziente infetto o respirando aria inquinata con starnuti o colpi di tosse, o indirettamente mediante oggetti contaminati, sia strumenti diagnostici che oggetti e superfici comuni. Ciò può avvenire durante un intervento chirurgico, specie se ad alta complessità, o con l’uso prolungato di dispositivi medici invasivi.</p>
<p>Il secondo invece riguarda il tema sempre più preoccupante dell&#8217;<strong>antibioticoresistenza</strong>. Un terzo dei microrganismi esaminati fra quelli isolati è risultato infatti resistente agli antimicrobici.</p>
<h3>Prevenzione delle ICA</h3>
<p>Da queste due considerazioni evidenziate nell&#8217;articolo, possiamo trarne altre, direttamente correlate:</p>
<p>1 &#8211; l&#8217;Italia è tra i paesi europei con il più alto numero di infezioni ospedaliere (oltre 429 mila nel 2023, fonte <a href="https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=121961" target="_blank" rel="noopener">Quotidianosanità.it</a>) e maglia nera in Europa per morti provocate da germi multiresistenti agli antibiotici (11 mila morti l’anno, un terzo di tutti i decessi, fonte <a href="https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=120238" target="_blank" rel="noopener">Quotidianosanità.it</a>)</p>
<p>2 &#8211; in un luogo dove abbondano i microrganismi patogeni, <strong>i pazienti sono certamente esposti ad un rischio elevato</strong> (a causa delle loro condizioni di salute e degli interventi a cui sono sottoposti) <strong>ma anche gli operatori sanitari</strong>, oltre ad essere il principale tramite delle infezioni (L’ISS riporta che la <a href="https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/infezioni-ospedaliere#lavaggio-delle-mani" target="_blank" rel="noopener">trasmissione dei microrganismi</a> si verifica soprattutto attraverso le <a href="https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/infezioni-ospedaliere#lavaggio-delle-mani" target="_blank" rel="noopener">mani degli operatori</a>), sono abbondantemente <strong>esposti al rischio microbiologico</strong> (nonostante i DPI che dovrebbero proteggerli).</p>
<p>3 &#8211; se le <strong>infezioni risultano sempre più difficili da contrastare</strong> una volta contratte, forse è necessario intervenire in maniera più decisa ed efficace in fase di prevenzione.</p>
<p>4 &#8211; formazione continua del personale sanitario, implementazione di protocolli rigorosi e rispetto delle norme igieniche possono significativamente migliorare la <strong>sicurezza di operatori e pazienti</strong>. Ma forse non è più sufficiente&#8230;</p>
<h3>L&#8217;importanza del monitoraggio delle infezioni su sito chirurgico</h3>
<p>In Italia, le infezioni ospedaliere sono monitorate tramite un protocollo del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), che raccoglie dati su vari interventi chirurgici allo scopo di comprendere il livello di qualità sicurezza negli ospedali.<br />
Ma per migliorare efficacemente la situazione, è oggi indispensabile effettuare un <strong>monitoraggio in continuo dei parametri ambientali nel comparto operatorio (24h al giorno / 7 giorni su 7 / 365 giorni all’anno)</strong>.</p>
<p><a href="https://www.class.srl/servizi/qualita-e-sicurezza-del-comparto-operatorio/" target="_blank" rel="noopener">Il monitoraggio in continuo</a>, supportato da una valutazione accurata e tempestiva dei dati, consente di intervenire &#8220;a monte&#8221; sui protocolli igienici per renderli più scrupolosi, orienta le attività formative concentrandole sugli aspetti più critici e promuove le buone pratiche, che fanno la differenza nella lotta contro le infezioni ospedaliere. <strong>Il futuro che ci attende è un ospedale più sicuro per tutti</strong>: pazienti e personale ospedaliero.</p>
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		<title>Il servizio di REPORT sulle infezioni ospedaliere.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 12:05:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disinfezione e pulizia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni giorno ci troviamo ad affrontare il tema della sicurezza in ambiente ospedaliero. Parliamo con RSPP, Uffici Tecnici e Ingegneri Clinici di come attuare strategie e controlli per il monitoraggio della qualità degli ambienti ospedalieri. Dedichiamo attenzione costante alla prevenzione del rischio professionale per gli operatori e del rischio infettivo per i pazienti. Tutto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-blend:overlay;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><div id="" class="x-text cs-ta-left h5">
<p>Ogni giorno ci troviamo ad affrontare il tema della <b></b><a href="https://www.class.srl/servizi/"><b>sicurezza in ambiente ospedaliero</b>.</a></p>
</div>
<div id="" class="x-text cs-ta-left">
<p>Parliamo con <a href="https://www.class.srl/sicurezza-percezione-comunicazione-come-cambia-il-ruolo-del-rspp-in-sanita/"><b>RSPP, Uffici Tecnici e Ingegneri Clinici di come attuare strategie e controlli per il monitoraggio della qualità degli ambienti ospedalieri</b></a>. Dedichiamo attenzione costante alla <b>prevenzione del rischio professionale</b> per gli operatori e del <b>rischio infettivo</b> per i pazienti.</p>
<p>Tutto questo, evidentemente non basta.</p>
<p>In Italia le <b>infezioni contratte in ambiente ospedaliero</b> sono un problema reale ed enorme, come evidenziato durante la puntata di Report andata in onda lunedì 19 dicembre scorso. L’indagine, precisa e dettagliata, racconta di un problema gravissimo che riguarda la maggior parte degli ospedali italiani, nei quali ogni anno perdono la vita circa 15 mila persone.</p>
<p>La <b>prevenzione, il monitoraggio in continuo e la corretta formazione del personale</b> sembrano essere le uniche armi a disposizione per contrastare questo fenomeno.</p>
<p>Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di rivedere il servizio integrale, cliccando sull’immagine qui sotto.</p>
<p><em>Per semplicità di visione, vi segnaliamo alcuni passaggi:</em><br />
<em>– dall’inizio al min 9 – infezioni batteriche e COVID-19.</em><br />
<em>– dal min 10 al min 20 circa – i batteri antibiotico-resistenti e la situazione italiana.</em><br />
<em>– dal min 32 al min 34 – il costo delle infezioni e gli investimenti in prevenzione.</em><br />
<em>– dal min 34 al min 50 – l’abuso di antibiotici.</em><br />
<em>– dopo il minuto 50 – il problema dello sviluppo di nuovi antibiotici e il business delle case farmaceutiche.</em></p>
</div>
</div><div class="fusion-image-element " style="text-align:center;--awb-max-width:360px;--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-none"><a class="fusion-no-lightbox" href="https://www.raiplay.it/video/2022/12/Laltra-pandemia---Report-19122022-dab84f94-5857-4a7a-8622-38ca2e57c3ff.html?wt_mc=2.app.wzp.raiplay_prg_L%27altra" target="_blank" aria-label="report &#8211; altra pandemia servizio tv" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" width="300" height="165" alt="Report, immagine del servizio in tv" src="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2023/02/report-altra-pandemia-servizio-tv-300x165.png" class="img-responsive wp-image-6280" srcset="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2023/02/report-altra-pandemia-servizio-tv-200x110.png 200w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2023/02/report-altra-pandemia-servizio-tv-400x220.png 400w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2023/02/report-altra-pandemia-servizio-tv-600x329.png 600w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2023/02/report-altra-pandemia-servizio-tv-800x439.png 800w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2023/02/report-altra-pandemia-servizio-tv.png 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 300px" /></a></span></div></div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza, percezione, comunicazione. Come cambia il ruolo del RSPP in sanità.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2022 06:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Siamo partiti da una recente pubblicazione a cura della FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), dal titolo Gestione, sviluppo e valorizzazione delle competenze del middle management del SSN (Egea editore - 2021) per realizzare una "micro-indagine" sul ruolo e sulle attività specifiche del RSPP in ambito sanitario, per cercare di conoscere meglio questa figura]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Siamo partiti da una recente pubblicazione a cura della FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), dal titolo <strong>Gestione, sviluppo e valorizzazione delle competenze del middle management del SSN</strong> (Egea editore &#8211; 2021) per realizzare una &#8220;micro-indagine&#8221; sul ruolo e sulle attività specifiche del <strong>RSPP in ambito sanitario</strong>, per cercare di conoscere meglio questa figura che agisce in continua relazione con il management dell&#8217;azienda ospedaliera e con i singoli operatori sanitari.</p>



<p>Dalla ricerca condotta da FIASO, infatti, emerge per il RSPP una precisa funzione di raccordo, espletata attraverso specifiche competenze e abilità interpersonali: <em>&#8220;L&#8217;RSPP in ambito sanitario è un soggetto interno alle organizzazioni che <strong>governa processi per indurre comportamenti attraverso l&#8217;influenza e non l&#8217;autorità</strong>, interpretando un ruolo ad alta intensità negoziale che lavora su compiti a prevalente contenuto di specializzazione tecnica.&#8221;</em> [&#8230;]<em>&#8220;A tal fine è fondamentale che egli possieda una spiccata abilità di <strong>comunicazione e ascolto</strong> per intercettare le criticità espresse dal personale aziendale e per fornire un riscontro che sia da esso accettato e implementato.<br />Inoltre, per proporre interventi di miglioramento e programmi formativi, deve essere in possesso di un&#8217;elevata <strong>proattività</strong>, per anticipare le esigenze aziendali in linea con le evidenze specifiche del contesto.&#8221;</em> .</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="848" class="wp-image-913" src="https://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2022/02/competenze-RSPP-1024x848.png" alt="" srcset="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/competenze-RSPP-200x166.png 200w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/competenze-RSPP-300x248.png 300w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/competenze-RSPP-400x331.png 400w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/competenze-RSPP-600x497.png 600w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/competenze-RSPP-768x636.png 768w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/competenze-RSPP-800x662.png 800w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/competenze-RSPP-1024x848.png 1024w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/competenze-RSPP-1200x994.png 1200w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/competenze-RSPP.png 1268w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Di questi concetti si è discusso molto nel corso dell&#8217;ultima edizione di AIRESPSA (Bologna, dicembre 2021), allo scopo di introdurre temi quali <strong>&#8220;resilienza organizzativa&#8221;, &#8220;business continuity&#8221;, &#8220;rischio integrato in sanità&#8221;</strong>, indispensabili per cercare di comprendere l&#8217;evoluzione del ruolo del RSPP nel prossimo futuro, il quale dovrà innovarsi e rinnovarsi, da tecnico a manager, con competenze specifiche a supporto del Top Management dell&#8217;Azienda Sanitaria.</p>



<p><strong>A che punto siamo di questo processo evolutivo?</strong></p>



<p>Nelle parole e nel lavoro del Presidente AIRESPSA Dott. Matteo Tripodina, si intravede la traiettoria da seguire per una svolta proattiva del <strong>sistema di sicurezza sul lavoro in Sanità</strong>:<br /><em>&#8220;È convinzione dell’Associazione che sia necessario ripensare <strong>la valutazione del rischio</strong> in un’ottica più ampia, considerando allo stesso tempo la sicurezza dei lavoratori, dei pazienti/stakeholders e dell’organizzazione nel suo insieme e contestualmente creare strumenti semplificati a supporto dei Servizi di Prevenzione e Protezione.&#8221;</em>.<br />L&#8217;obiettivo è chiaro: <strong>far emergere le buone pratiche e le eccellenze</strong>, permeando ogni contesto lavorativo e facendo da volano ad una <strong>vera cultura prevenzionistica</strong>, per fornire una <strong>sanità di qualità, sicura e sostenibile</strong>.</p>



<p>Per questo abbiamo realizzato una breve intervista. Cinque domande a risposta aperta per capire in che modo i RSPP di quattro tra le realtà italiane più virtuose, si stanno facendo promotori del cambiamento.</p>



<p>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-text-align-center">
<blockquote>
<p>Quali attività vengono svolte per tutelare la salute di operatori e pazienti? In cosa consiste, in pratica, il ruolo del RSPP?</p>
</blockquote>
</figure>



<p>La <strong>Dott.ssa Patrizia Marchegiano</strong> <em>&#8211; RSPP Direttore SC Servizio Prevenzione e Protezione Aziendale &#8211; Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena &#8211;</em> sostiene che il ruolo del RSPP nei contesti sanitari, sia paragonabile a quello di un &#8220;regista&#8221;, il quale ha necessariamente un approccio globale e sistemico al tema della sicurezza sul lavoro: &#8220;Nell’ambito sanitario l’obbligatorietà da parte dei lavoratori di <em>“prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle proprie azioni o omissioni, conformemente alla formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti“</em> prevista dall’art. 20 del D.Lgs. 81/08 e smi, viene significativamente estesa nei confronti dei pazienti.&#8221;[&#8230;]&#8221;In questo quadro generale il ruolo del RSPP si è necessariamente sviluppato sempre di più in una funzione manageriale: alle competenze di tipo tecnico si sono aggiunte e sono state implementate nel tempo competenze gestionali, organizzative e relazionali/comunicative allo scopo di garantire il costante confronto e l’integrazione strettissima con le altre funzioni aziendali (Direzione sanitaria, Servizio tecnico, Servizio ingegneria clinica, Servizio di Fisica sanitaria, Servizio Formazione, Servizio acquisti, ecc), anche in veste di consulente per le valutazioni degli aspetti di competenza nelle progettazioni e negli adeguamenti, oltre che con i medici competenti, i dirigenti, i preposti e i RLS.&#8221;.</p>



<p>È dello stesso avviso il<strong> Dott. Giuseppe Smecca</strong> <em>&#8211; RSPP Direttore U.O.C Laboratorio Sanità Pubblica Azienda Sanitaria Provinciale Ragusa &#8211;</em> il quale specifica: &#8220;Il RSPP è una figura di supporto e consulenza al datore di lavoro e a tutti gli operatori dell’Azienda, al fine di potere svolgere le attività produttive in condizioni di massima sicurezza. Per fare ciò il RSPP deve conoscere l’intero ciclo produttivo dell’Azienda, l’Organizzazione aziendale e le sue articolazioni periferiche. [&#8230;]Il RSPP ha il compito di entrare nel merito di questa organizzazione e inserire gli elementi di gestione della sicurezza che spesso il datore di lavoro e i dirigenti trascurano. Quindi oltre alle capacità tecniche impiantistiche il RSPP deve essere un bravo manager e deve avere la capacità di fare cambiare il modo di approcciarsi alla sicurezza degli operatori della sua Azienda.&#8221;.</p>



<p>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote">
<blockquote>
<p>Come si articola la giornata lavorativa tipo?</p>
</blockquote>
</figure>



<p>Secondo la<strong> Dott.ssa Maria Ceccucci</strong> <em>&#8211; RSPP U.O.S. Prevenzione e gestione sicurezza sul lavoro ed energy management, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant&#8217;Andrea di Roma &#8211; </em>non esiste una vera e propria giornata tipo, ma piuttosto un alternarsi di attività programmate e attività non programmabili: &#8220;Come è facilmente intuibile, le attività svolte dal Servizio di Prevenzione e Protezione che dirigo, sono piuttosto varie e toccano praticamente tutte le materie connesse con la sicurezza in genere, come ad esempio materie tecniche, gestionali ed organizzative. Essenziale è anche l’aspetto relazionale con tutti gli “attori della sicurezza” per garantire il successo dell’azione preventiva e protettiva nella nostra azienda.&#8221;.</p>



<p>La<strong> Dott.ssa Katia Razzini</strong> <em>&#8211; RSPP ASST Santi Paolo e Carlo Milano &#8211; </em>fa riferimento alla propria esperienza per ribadire l&#8217;importanza della programmazione e della visione a lungo termine: &#8220;Non esiste una giornata lavorativa tipo, esiste un’attività programmata che prevede tempi e modi predefiniti come possono essere la formazione, le prove di evacuazione, i sopralluoghi finalizzati alla valutazione dei rischi e/o all’aggiornamento, le riunioni con gli RLS, gli incontri di coordinamento con le imprese di servizi e lavori, ed attività non programmate che prevedono interventi estemporanei su richiesta per la risoluzione di problemi.&#8221;.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote">
<blockquote>
<p>Che tipo di imprevisti si possono presentare in ospedale, e in che modo si cercano le soluzioni?</p>
</blockquote>
</figure>



<p>La<strong> Dott.ssa Maria Ceccucci</strong> <em>&#8211; RSPP U.O.S. Prevenzione e gestione sicurezza sul lavoro ed energy management, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant&#8217;Andrea di Roma &#8211; </em>mette in evidenza il ruolo strategico e trasversale del SPP e le competenze necessarie per rispondere tempestivamente alle problematiche più diverse: &#8220;L’ottima conoscenza delle nuove tecnologie e di quelle emergenti, è necessaria e fondamentale, sia nella risoluzione delle criticità che nell’ordinario.<br />Ambienti complessi, come quelli ospedalieri, necessitano di conoscenze scientifiche, tecnologiche e tecnico amministrative, anche specialistiche, che devono costantemente essere integrate ed aggiornate, anche metodologicamente e strumentalmente. La formazione e l’informazione continua, l’acquisizione di nuovi strumenti per la valutazione critica e la loro applicazione appropriata, nelle più disparate materie, è condizione imprescindibile per il mantenimento di livelli ottimali di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.&#8221;.</p>



<p>La<strong> Dott.ssa Patrizia Marchegiano</strong> <em>&#8211; RSPP Direttore SC Servizio Prevenzione e Protezione Aziendale &#8211; Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena &#8211;</em> preferisce invece un approccio multiprofessionale, che coinvolga gli altri servizi interni all&#8217;Azienda ospedaliera, ma anche le aziende fornitrici, le ditte con contratti di appalto e, soprattutto, i colleghi RSPP con cui può essere molto utile un confronto diretto: &#8220;A seconda della tematica è di fondamentale importanza la collaborazione di tutti i Servizi preposti al superamento della criticità (esempio: Servizio tecnico, Servizio ingegneria clinica, Servizio Fisica sanitaria, risk management, …) ed alla successiva analisi finalizzata all’individuazione delle criticità che hanno generato l’imprevisto ed all’individuazione delle misure per la prevenzione di eventi analoghe a breve e medio termine.&#8221;.</p>



<p>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote">
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<p>Quanto è importante il monitoraggio continuo dei parametri di sicurezza, al fine di programmare le attività di formazione e prevenzione dei rischi?</p>
</blockquote>
</figure>



<p>La<strong> Dott.ssa Katia Razzini</strong> <em>&#8211; RSPP ASST Santi Paolo e Carlo Milano &#8211; </em>pur sottolineando l&#8217;importanza del fattore umano (concentrazione, comportamento, formazione, competenze ecc..) nell&#8217;evitare errori che compromettano la sicurezza, ritiene fondamentale un&#8217;azione preventiva: &#8220;Il monitoraggio continuo dei parametri di sicurezza, pensiamo ad esempio ai gas anestetici o alla formaldeide presenti nei processi lavorativi delle aziende sanitarie, riveste molta importanza, soprattutto nella prevenzione dei rischi. Avere dati in continuo consente di prevenire eventuali problemi ed intervenire in tempi rapidi per la loro risoluzione, tenendo sempre sotto controllo i livelli di esposizione degli operatori.&#8221;.</p>



<p>Per il<strong> Dott. Giuseppe Smecca</strong> <em>&#8211; RSPP Direttore U.O.C Laboratorio Sanità Pubblica Azienda Sanitaria Provinciale Ragusa &#8211;</em> si tratta di un&#8217;attività fondamentale e prioritaria, allo scopo di formare ed informare tutti gli operatori sanitari riguardo ai rischi a cui sono esposti e alle modalità per poterli contrastare: &#8220;Cambiare il comportamento dei lavoratori, preposti e dirigenti nell’approcciarsi ad un determinato rischio è un processo molto difficile che spesso la formazione e l’addestramento non riescono a fare. In questi casi il RSPP deve essere in grado di avere quelle capacità empatiche per potere valutare le modalità di approccio con gli operatori sanitari al fine di trovare le modalità utili per il cambiamento definitivo dei comportamenti.&#8221;.</p>



<p>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote">
<blockquote>
<p>Quanta consapevolezza hanno gli operatori del ruolo dell’RSPP? Si sentono abbastanza SICURI nel proprio lavoro?</p>
</blockquote>
</figure>



<p>A questa domanda, estremamente personale, tutti e quattro i RSPP intervistati hanno fornito risposte cariche di dubbi e speranze, proprio ad indicare che il tema della sicurezza ospedaliera è nel pieno di una rivoluzione (anche alla luce degli effetti della pandemia Covid-19) che dovrà necessariamente portare a riconsiderare il ruolo centrale del RSPP all&#8217;interno della pianificazione strategica delle Aziende Sanitarie Italiane.</p>



<p>Secondo il<strong> Dott. Giuseppe Smecca</strong> <em>&#8211; RSPP Direttore U.O.C Laboratorio Sanità Pubblica Azienda Sanitaria Provinciale Ragusa &#8211;</em> &#8220;La cultura della sicurezza nel nostro Paese non è molto diffusa a tal punto che alcuni Direttori Generali ancora non hanno compreso bene il ruolo che il D.Lgs. 81/08 ha affidato al RSPP. Per fortuna in questi ultimi anni è in aumento la convinzione che la sicurezza negli ambienti di lavoro sia una necessità primaria. Oggi quindi c’è una consapevolezza maggiore da parte degli operatori sanitari del ruolo del RSPP che non svolge più una funzione meramente tecnica ma ha un ruolo determinante nelle scelte strategiche aziendali sui processi da mettere in atto e come gestirli: il RSPP è un manager della sicurezza aziendale.&#8221;.</p>



<p>Dello stesso parere anche la<strong> Dott.ssa Katia Razzini</strong> <em>&#8211; RSPP ASST Santi Paolo e Carlo Milano &#8211; </em>&#8220;In questi ultimi due anni gli operatori hanno avuto modo di confrontarsi maggiormente con gli RSPP e hanno imparato a riconoscerne il ruolo strategico all’interno dell’organizzazione e perché no ad “utilizzarlo” per migliorare le proprie condizioni di lavoro.&#8221;.</p>



<p>La<strong> Dott.ssa Maria Ceccucci</strong> <em>&#8211; RSPP U.O.S. Prevenzione e gestione sicurezza sul lavoro ed energy management, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant&#8217;Andrea di Roma &#8211; </em>ritiene che la strada da percorrere sia ancora molto lunga: &#8220;Di fatto purtroppo il lavoratore non ha una visione ad ampio raggio in merito all’attività che l&#8217;RSPP coordina relativamente alla propria salute e sicurezza, ma spesso è limitata alle sole problematiche materiali che riscontra nello svolgimento della propria mansione.<br />Questo genera in lei/lui un senso di abbandono ed insicurezza, che non gli fa comprendere la reale importanza di un sistema “sicuro&#8221;. [&#8230;] Un team si sente psicologicamente al sicuro quando tutti i suoi membri condividono la convinzione e lavorano affinché nessuno sia esposto a rischi o minacce.<br />Da qui la mia convinzione di essere uno dei principali elementi della sicurezza in azienda, anche figurativamente rassicurante per i lavoratori, ma sicuramente non l’unico elemento necessario.&#8221;.</p>



<p>La<strong> Dott.ssa Patrizia Marchegiano</strong> <em>&#8211; RSPP Direttore SC Servizio Prevenzione e Protezione Aziendale Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena &#8211;</em> pone le competenze interpersonali al primo posto: &#8220;Il ruolo del RSPP diventa chiaro e anche apprezzabile tanto più quanto è “contattabile” e fornisce risposte, chiarimenti, supporto ai lavoratori nei vari ruoli/mansioni: in pratica è un interlocutore “raggiungibile” e riconoscibile come riferimento sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro.&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-pullquote">
<blockquote>
<p>Per concludere&#8230;</p>
</blockquote>
</figure>



<p>Ciò che emerge dalla nostra indagine, seppur limitativa e parziale, è un significativo sentimento di responsabilità, che coinvolge tutti gli intervistati indipendentemente dalla collocazione territoriale e dalla tipologia di Azienda Sanitaria, nell&#8217;assumere un ruolo attivo in questo processo di rinnovamento che porterà ad una <strong>sanità di qualità, sicura e sostenibile</strong>. Con queste premesse, siamo convinti che i tempi siano maturi per la realizzazione di una nuova <strong>cultura della sicurezza</strong>.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L<a href="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/Intervista-Integrale-Dott.ssa-Maria-Ceccucci.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">eggi qui l&#8217;intervista completa alla Dott.ssa Maria Ceccucci.</a></p>



<p><a href="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/Intervista-integrale-Dott.ssa-Patrizia-Marchegiano.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi qui l&#8217;intervista completa alla Dott.ssa Patrizia Marchegiano.</a></p>



<p><a href="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/Intervista-integrale-Dott.ssa-Katia-Razzini.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi qui l&#8217;intervista completa alla Dott.ssa Katia Razzini.</a></p>



<p><a href="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2022/02/Intervista-integrale-Dott.-Giuseppe-Smecca.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi qui l&#8217;intervista completa al Dott. Giuseppe Smecca.</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non esistono DPI perfetti. Ma testiamo le nostre soluzioni per ogni specifica esigenza.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 10:30:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Abbiamo concesso in prova per un periodo di due settimane, al reparto di terapia intensiva di un importante ospedale del Nord Italia, un kit composto da due cappucci PAPR P-SH100 della GCE + un Hygienio® B1-N1 per la disinfezione degli stessi. Per quanto riguarda i cappucci ventilati, si tratta dei dispositivi di protezione individuale riutilizzabili]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo concesso in prova per un periodo di due settimane, al reparto di terapia intensiva di un importante ospedale del Nord Italia, un kit composto da <strong>due cappucci PAPR P-SH100 della GCE + un Hygienio® B1-N1</strong> per la disinfezione degli stessi.</p>
<p>Per quanto riguarda i cappucci ventilati, si tratta dei <strong>dispositivi di protezione individuale riutilizzabili</strong> di cui abbiamo <a href="https://www.class-solutions.it/la-prima-cosa-da-fare-oggi-e-ripensare-al-futuro/">parlato qui</a>, esattamente un anno fa.<br />
A distanza di 12 mesi, trascorsi studiando diverse <strong>soluzioni per la sicurezza degli operatori sanitari</strong> e attraverso le varie ondate pandemiche dovute al coronavirus Sars-Cov-2, siamo convinti che i cappucci ventilati <strong>PAPR P-SH100 della GCE </strong>costituiscano una soluzione efficace in generale contro il rischio infettivo, di qualunque natura.</p>
<p>Questo recente test di prova, più di altri che abbiamo condotto in quest&#8217;ultimo anno, ci ha consentito di conoscere a fondo i cappucci ventilati e studiarli più in dettaglio di quanto non si possa fare sui manuali di istruzione.<br />
Li abbiamo fatti provare e li abbiamo provati<em> (lo abbiamo fatto ovviamente anche noi, sulle nostre teste, nella nostra <a href="https://www.class-solutions.it/la-nostra-nuova-bio-room/">BioRoom</a>)</em>, li abbiamo visti in azione, li abbiamo testati sul campo, dandoli in prova al personale sanitario che li utilizzerà <strong>ogni giorno per la propria sicurezza</strong>.</p>
<p>Parallelamente, nei nostri laboriatori, abbiamo eseguito una verifica dell&#8217;efficacia di disinfezione di altri due cappucci ventilati tramite Hygienio®, adottando un protocollo di prova suddiviso in tre fasi:</p>
<ul>
<li>Campionamento superfici a seguito dell’utilizzo dei dispositivi, pre sanificazione;</li>
<li>Sanificazione mediante azione combinata del sistema HYGENIO e della soluzione disinfettante ADANTIUM PLUS;</li>
<li>Campionamento superfici post sanificazione.</li>
</ul>
<p>Il nostro intento era quello di capire, oltre a quelli che sono gli aspetti essenziali, relativi alla protezione delle vie respiratorie delle mucose, quanto questi dispositivi siano pratici da indossare durante lo svolgimento delle attività quotidiane, intendendo in generale, anche le procedure si vestizione/svestizione e sanificazione.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-686" src="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2021/04/cappucci1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2021/04/cappucci1-200x300.jpg 200w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2021/04/cappucci1-400x601.jpg 400w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2021/04/cappucci1-600x901.jpg 600w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2021/04/cappucci1-682x1024.jpg 682w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2021/04/cappucci1-768x1153.jpg 768w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2021/04/cappucci1-800x1201.jpg 800w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2021/04/cappucci1.jpg 919w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>In pratica, la domanda esistenziale che ci siamo posti è:<br />
<strong>Esiste un DPI perfetto? Che oltre a garantire un&#8217;ottima protezione dal rischio per cui è stato progettato, sia perfettamente &#8220;compatibile&#8221; con l&#8217;attività umana?</strong><br />
<strong>E&#8230;se questo dispositivo fosse anche rispettoso dell&#8217;ambiente?</strong></p>
<p>Le risposte che abbiamo ottenuto sono confortanti. Ci dicono che anche se la strada è lunga, almeno è quella giusta, e la stiamo percorrendo insieme.</p>
<p>Per approfondire l&#8217;argomento, inseriamo qui di seguito i link ai report di utilizzo e di sanificazione dei cappucci ventilati:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2021/04/Trascrizione-report-PAPRHYGIENIO.pdf" target="_blank" rel="noopener">Report di utilizzo del PAPR P-SH100 e del disinfettore Hygienio® B1-N1 (trascrizione in forma anonima).</a></li>
<li><a href="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2021/05/REPORT-disinfezione-PAPR-P-SH-100-.pdf" target="_blank" rel="noopener">Report di sanificazione a cura del Laboratorio Analisi di Microbiologia Applicata &#8211; Università degli Studi di Firenze</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come vengono sanificate le Ambulanze? Controlli dei NAS su tutto il territorio.</title>
		<link>https://www.class.srl/come-vengono-sanificate-le-ambulanze-controlli-dei-nas-su-tutto-il-territorio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=come-vengono-sanificate-le-ambulanze-controlli-dei-nas-su-tutto-il-territorio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 09:21:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non si tratta di una semplice operazione di controllo, ma un vero e proprio monitoraggio della situazione Italiana per quanto riguarda le procedure di disinfezione dei mezzi di soccorso nell’ambito dell’attuale emergenza sanitaria. Noi di monitoraggio, ne sappiamo qualcosa...ma in questo caso non si tratta di una delle nostre attività specifiche, svolta in collaborazione con]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Non si tratta di una semplice operazione di controllo, ma un vero e proprio monitoraggio della situazione Italiana per quanto riguarda le <strong>procedure di disinfezione dei mezzi di soccorso</strong> nell’ambito dell’attuale emergenza sanitaria.</h5>
<p>Noi di monitoraggio, ne sappiamo qualcosa&#8230;ma in questo caso non si tratta di una delle <strong>nostre attività specifiche</strong>, svolta in collaborazione con le strutture sanitarie che richiedono i nostri servizi, bensì di una complessa e articolata missione, svolta dai NAS, per rintracciare e punire eventuali inadempienze da parte degli operatori di pronto soccorso e 118.<br />
La nostra missione, al contrario, è quella di <strong>prevenire</strong> queste situazioni <strong>agendo sulle buone pratiche</strong> e sulle procedure per il monitoraggio della qualità degli ambienti di lavoro, azzerando i rischi per operatori e pazienti ad ogni livello della struttura sanitaria.</p>
<p>Ma la notizia che riportiamo oggi, riguarda una situazione ben diversa&#8230;</p>
<p>L&#8217;input arriva direttamente dal Ministero della Salute e la fase operativa è guidata dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute: <em>&#8220;Nell&#8217;ambito dell&#8217;attuale emergenza sanitaria, abbiamo intensificato i controlli in materia di prevenzione alla diffusione epidemica da COVID-19&#8221;</em>. L&#8217;obiettivo è quello di realizzare uno specifico servizio di controllo in campo Nazionale sugli automezzi utilizzati per il trasporto di pazienti, con particolare riferimento alla corretta esecuzione delle operazioni di sanificazione e disinfezione, al fine di <strong>tutelare sia i pazienti che gli operatori dai rischi di possibile contagio biologico nel corso del trasporto.</strong></p>
<p>Gli interventi eseguiti dai NAS negli ultimi mesi, hanno interessato centinaia di ambulanze ogni settimana, da Nord a Sud, correntemente impiegate in servizi di emergenza/urgenza sanitaria e nel trasporto di infermi, individuando decine di mezzi non conformi alle <strong>normative sulla sicurezza degli operatori e delle persone trasportate</strong> a bordo. In alcuni casi si è trattato di irregolarità <em>&#8220;amministrative&#8221;</em>, legate alla certificazione di conformità dei DPI utilizzati o alla tracciabilità dei materiali e della strumentazione, o allo smaltimento dei materiali di scarto; in altri casi il servizio ha invece determinato la <strong>totale mancanza di protocolli e di idonee procedure di pulizia e sanificazione</strong> del vano guida e della cellula sanitaria delle autoambulanze.</p>
<p>La contestazione di queste inadempienze può avere riscontri a livello amministrativo e penale, a seconda della gravità delle carenze igienico-gestionali, arrivando in alcuni casi alla sospensione dell’attività con divieto d’uso dei veicoli sanitari, indipendentemente che si tratti di automezzi appartenenti ad un&#8217;azienda privata o pubblica, con o senza scopo di lucro.</p>
<p>Nella stragrande maggioranza dei casi, sarebbe sufficiente un piccolo investimento per implementare una procedura di sanificazione efficiente, che comprenda <strong>l&#8217;acquisto di un sistema di disinfezione e un percorso formativo per gli operatori</strong>, per evitare di rincorrere in una sanzione, o ancor peggio, dover affrontare una procedura il tribunale per un&#8217;infezione contratta da un paziente durante il trasporto in ambulanza o da un operatore sanitario durante il turno di lavoro.</p>
<p>Per avere ulteriori informazioni in merito, o per sapere come possiamo aiutarvi nelle procedure di sanificazione delle ambulanze, siamo disponibili ai <a href="https://www.class-solutions.it/contatti/">nostri soliti recapiti.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanificazione, disinfezione, igienizzazione, sterilizzazione&#8230;facciamo un po&#8217; di chiarezza sulla terminologia!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 11:35:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi mesi di emergenza sanitaria abbiamo sentito utilizzare in maniera abbondante e indiscriminata la terminologia relativa alle procedure per rimuovere batteri e virus dalle superfici e dagli ambienti. Spesso utilizzati come sinonimi da radio e televisione, in alcuni casi come contrari da parte dei produttori di detergenti o macchinari per la sanificazione degli ambienti,]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi mesi di emergenza sanitaria abbiamo sentito utilizzare in maniera abbondante e indiscriminata la terminologia relativa alle procedure per rimuovere batteri e virus dalle superfici e dagli ambienti.</p>
<p>Spesso utilizzati come sinonimi da radio e televisione, in alcuni casi come contrari da parte dei produttori di detergenti o macchinari per la sanificazione degli ambienti, cerchiamo di &#8220;fare un po&#8217; di pulizia&#8221; &#8211; scusate il gioco di parole &#8211; , riguardo al significato dei termini più utilizzati nel mondo dell’igiene ambientale, la cui differenza è notevole e sostanziale.</p>
<p><strong>Sterilizzazione</strong><br />
Processo fisico o chimico che porta alla <strong>distruzione mirata di (quasi) ogni forma microbica vivente</strong>, sia in forma vegetativa che in forma di spore. Si tratta del procedimento necessario a rendere sterile la strumentazione medica, in particolare ogni oggetto che deve entrare in contatto con la cute o le mucose del paziente; ogni presidio che deve essere introdotto nell&#8217;organismo o nelle cavità, sia sterili che non sterili, dell&#8217;organismo. Questo vale per le attività chirurgiche, diagnostiche e terapeutiche.</p>
<p><strong>Disinfezione</strong><br />
Procedura che ha lo scopo di <strong>eliminare o distruggere i microrganismi patogeni</strong>, ma non necessariamente tutte le forme microbiche<strong> presenti in un ambiente, superficie, strumento</strong>, ecc.  Per le attività di disinfezione si utilizzano prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medico-chirurgici) la cui efficacia nei confronti dei diversi microrganismi, come ad esempio i virus, deve essere dichiarata in etichetta sulla base delle evidenze scientifiche presentate dalle imprese, stabilita a seguito dell’esame della documentazione (che include specifiche prove di efficacia) presentata al momento della richiesta di autorizzazione del prodotto. I prodotti che vantano un’azione disinfettante si configurano come <strong>PMC o Biocidi.</strong></p>
<p><strong>Igienizzazione</strong><br />
Operazione che determina <strong>l’eliminazione dalle superfici di qualsiasi traccia di sporco presente</strong>, in modo da renderla visivamente pulita, <strong>tramite un’azione chimica, un’adeguata azione meccanica ed un determinato tempo d’azione</strong>, senza alterarne le caratteristiche fisiche. È sinonimo di detersione ed ha lo scopo di rendere igienico (ovvero pulito) l’ambiente, eliminando le sostanze nocive presenti. I prodotti senza l’indicazione dell’autorizzazione del Ministero della Salute che riportano in etichetta diciture specifiche sull’attività germicida o battericida, non sono prodotti con attività disinfettante dimostrata ma sono semplici igienizzanti per l’ambiente (detergenti).<br />
<strong><br />
Detersione</strong><br />
Come dicevamo, la detersione è un&#8217;operazione equivalente all&#8217;igienizzazione e consiste nella <strong>rimozione e dello sporco e dei microrganismi in esso presenti</strong>, con conseguente riduzione della carica microbica. Il risultato dell’azione di detersione dipende da alcuni fattori: <strong>azione meccanica (es. sfregamento), azione chimica (detergente), temperatura e durata dell’intervento</strong>. La detersione è un intervento necessario prima di disinfettare e sterilizzare, poiché lo sporco &#8220;protegge&#8221; i microrganismi dall’attività dei disinfettanti.</p>
<p><strong>Pulizia</strong><br />
Pulizia è un termine generico che riguarda il <strong>complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere ed asportare rifiuti, polveri e sporco di qualsiasi natura, dalle superfici o dall&#8217;atmosfera</strong> (es. ricambi d&#8217;aria). Per la pulizia si utilizzano prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente che rimuovono lo sporco mediante azione meccanica o fisica.</p>
<p><strong>Sanificazione</strong><br />
Complesso di procedimenti e operazioni che comprende attività di igienizzazione e/o attività di disinfezione che vanno intese come un <strong>insieme di azioni interconnesse tra di loro e comprendenti il mantenimento della buona qualità nel tempo</strong>, col fine di riportare/conservare l&#8217;ambiente nel suo complesso, entro un livello di igienizzazione <strong>coerente con la propria destinazione d&#8217;uso</strong>. Quest’attività comporta molteplici procedimenti che comprendono anche un controllo sulla ventilazione, umidità e salubrità dell’ambiente.  L’obiettivo di una sanificazione quindi non è ottenere un ambiente necessariamente sterile ma un livello igienico coerente con l’ambiente in cui si opera. Diverso, quindi se si tratta di una sala operatoria o di una struttura appartenente a qualunque fase della filiera alimentare.</p>
<p>In generale, possiamo dire che<strong> tutti i termini descritti finora si riferiscono ad una &#8220;parte&#8221; del processo, e mai al &#8220;tutto&#8221;</strong>, e spesso sono necessarie più attività per poterne realizzare un’altra.<br />
Inoltre, nessuna attività può essere svolta <em>“una tantum”</em> poiché per quanto la pulizia possa essere eseguita in profondità, essa rimane limitata nel tempo: lo sporco e i microrganismi che in esso proliferano, torneranno a depositarsi sulle superfici, sfruttando il particolato presente naturalmente nell’atmosfera.[/cs_text][x_image type=&#8221;none&#8221; src=&#8221;http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2021/01/pulizia-spray.jpg&#8221; alt=&#8221;&#8221; link=&#8221;false&#8221; href=&#8221;#&#8221; title=&#8221;&#8221; target=&#8221;&#8221; info=&#8221;none&#8221; info_place=&#8221;top&#8221; info_trigger=&#8221;hover&#8221; info_content=&#8221;&#8221;][/cs_column][/cs_row][/cs_section][/cs_content]</p>
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		<title>Il futuro dei DPI e DPC è oggi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 09:41:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vi ricordate l'articolo che abbiamo fatto ad aprile riguardo al futuro dei Dispositivi di Protezione? Lo trovate qui La situazione pandemica mondiale, e in particolare quella italiana, ci inducevano a riflettere sulla sicurezza degli operatori sanitari chiamati ad intervenire senza sosta per salvare vite, mettendo a rischio la propria; ci siamo interrogati sui dispositivi e]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Vi ricordate l&#8217;articolo che abbiamo fatto ad aprile riguardo al futuro dei Dispositivi di Protezione? <a href="http://www.class.srl/la-prima-cosa-da-fare-oggi-e-ripensare-al-futuro/">Lo trovate qui</a></h5>
<p>La situazione pandemica mondiale, e in particolare quella italiana, ci inducevano a riflettere sulla sicurezza degli operatori sanitari chiamati ad intervenire senza sosta per salvare vite, mettendo a rischio la propria; ci siamo interrogati sui dispositivi e sulle procedure per la sanificazione delle aree potenzialmente contaminate dal Sars-Cov-2; abbiamo cercato soluzioni che potessero migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti coloro che, all&#8217;interno delle strutture ospedaliere pubbliche e private, cercano di assistere i pazienti Covid-19 in terapia intensiva.</p>
<p>In questi mesi ci siamo messi al lavoro facendo ciò che sappiamo fare meglio, e possiamo proporre ai nostri interlocutori due soluzioni innovative:</p>
<ul>
<li>La prima soluzione l&#8217;avete già conosciuta nell&#8217;<a href="http://www.class.srl/la-prima-cosa-da-fare-oggi-e-ripensare-al-futuro/">articolo di aprile 2020.</a><br />
Si tratta del PAPR P-SH100, un copricapo integrale con respiratore incorporato, dotato di filtro ad alta efficienza (99,996% di capacità filtrante) e sistema di ventilazione con flusso d’aria regolabile. Prodotto in Cina da GCE, dove è stato utilizzato fin dalla prima ondata, ha finalmente ottenuto la certificazione CE per la commercializzazione nell&#8217;Unione Europea.</li>
<li>La seconda invece non è un semplice dispositivo di protezione, ma una vera e propria zona filtro, sanificata e sanificante, che consente al visitatore (e all&#8217;operatore sanitario) di accedere rapidamente alla struttura sanitaria (e al reparto) in totale sicurezza, mantenendo l’ambiente interno a contaminazione zero. La versione completa è costituita da un tunnel che sanifica le persone al passaggio; un termometro senza contatto per la rilevazione istantanea della temperatura e il monitoraggio degli ingressi; un sanificatore Hygienio che nebulizza una miscela disinfettante in punti mirati e un distributore di DPI monouso.<br />
L&#8217;abbiamo chiamato <em>affettuosamente</em> K.I.S.S., acronimo di Kit di Ingresso alle Strutture Sanitarie.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui di seguito puoi scaricare le due brochure relative ai prodotti.</p>
<p><a href="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2020/12/pieghevole-PAPR-P-SH100_web.pdf"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-577 aligncenter" src="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2020/10/papr-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr-66x66.jpg 66w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr-150x150.jpg 150w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr-200x200.jpg 200w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr-300x300.jpg 300w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr-400x399.jpg 400w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr-600x599.jpg 600w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr-768x767.jpg 768w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr-800x799.jpg 800w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr-1024x1022.jpg 1024w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr-1200x1198.jpg 1200w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/papr.jpg 1293w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><a href="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2020/12/pieghevole-k.i.s.s._web.pdf"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-576 size-medium" src="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2020/10/kiss-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss-66x66.jpg 66w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss-150x150.jpg 150w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss-200x200.jpg 200w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss-300x300.jpg 300w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss-400x399.jpg 400w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss-600x599.jpg 600w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss-768x767.jpg 768w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss-800x799.jpg 800w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss-1024x1022.jpg 1024w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss-1200x1198.jpg 1200w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/10/kiss.jpg 1293w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono due soluzioni diverse che rispondono però alla stessa necessità di sicurezza all&#8217;interno dei comparti ospedalieri. Per qualsiasi informazione siamo ovviamente a disposizione ai <a href="https://www.class.srl/contattaci/">nostri recapiti.</a></p>
<p>Il nostro impegno, anche in questo anno così complicato per gli operatori all&#8217;interno delle strutture sanitarie, rimane invariato alla costante ricerca di soluzioni per azzerare il rischio a cui sono esposti operatori e pazienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;emergenza sanitaria ha convertito le sale operatorie. Ora siamo pronti per ripartire?</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 15:42:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto il Mondo oggi guarda l'Italia, come ieri noi guardavamo la Cina. Con gli occhi attenti di chi vuole imparare a dare una risposta tempestiva all'emergenza legata al nuovo Coronavirus (Co-Vid 19). I nostri medici, gli infermieri, i ricercatori e tutti gli operatori sanitari stanno facendo rete per condividere preziose esperienze utili a fronteggiare l'epidemia,]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Tutto il Mondo oggi guarda l&#8217;Italia, come ieri noi guardavamo la Cina. Con gli occhi attenti di chi vuole imparare a dare una risposta tempestiva all&#8217;emergenza legata al nuovo Coronavirus (Co-Vid 19).</h5>
<p>I nostri medici, gli infermieri, i ricercatori e tutti gli operatori sanitari stanno facendo rete per condividere preziose esperienze utili a fronteggiare l&#8217;epidemia, per salvare vite ed evitare il collasso del Sistema Sanitario Nazionale. Le informazioni non sono più segrete e viaggiano ad alta velocità, anche attraverso la rete e oltre i confini nazionali, per aggiornare chi è più indietro, e vede i numeri del contagio crescere sempre di più.  Ci si scambiano protocolli che riguardano per esempio le dotazioni tecnologiche necessarie per affrontare l’epidemia, la divisione dei flussi di pazienti, la gestione dei dispositivi di protezione individuale e dei ventilatori polmonari in relazione a un aumento dei posti letto nelle Terapie Intensive e trasformazione delle sale operatorie in aree dedicate per i pazienti positivi al virus.</p>
<p>Proprio questa <strong>conversione delle sale operatorie in reparti specializzati Co-Vid 19</strong>, è stata una sfida del tutto inedita, che moltissimi ospedali italiani hanno vinto.</p>
<p><em>Ma cosa succederà dopo, quando tutto tornerà alla &#8220;normalità&#8221;?</em><br />
<em> Quando saremo di nuovo pronti per utilizzare le sale operatorie?</em><br />
<em> Cosa avremo imparato da tutto questo?</em></p>
<p>L&#8217;unica certezza è che a un certo punto dovremo ripartire, rimettendo le cose a posto e fissando un nuovo &#8220;punto zero&#8221;.<br />
<strong>Per quanto riguarda le sale operatorie, rimaste inoperose o convertite ad altro uso durante questo lungo periodo di emergenza sanitaria, il &#8220;punto zero&#8221; è rappresentato dalla massima efficienza a rischio zero, per pazienti ed operatori.</strong></p>
<p>L&#8217;unica cosa da fare, per non farsi trovare impreparati, è una <strong>convalida delle sale operatorie e di tutti i locali VCCC (ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata)</strong>, ossia una <strong>valutazione completa della qualità/bontà dei locali in base a specifici parametri chimici, fisici e biologici</strong>.<br />
Ciò risulta necessario ogni volta che il locale in questione cambia destinazione d’uso o vengono apportate modifiche al suo interno, allo scopo di valutare il ripristino delle condizioni ambientali idonee allo svolgimento dell&#8217;attività operatoria.</p>
<p>Le prove in questione abbracciano diversi ambiti, tra cui i principali sono sicuramente:</p>
<p>&#8211; <strong>Monitoraggio della concentrazione di particolato aerodisperso</strong> secondo la norma UNI EN ISO 14644-2:2016:<br />
il particolato aerodisperso è il principale veicolo di microrganismi eventualmente presenti nell’ambiente di lavoro. Monitorarlo significa determinare la misura della concentrazione delle polveri nell’aria dei locali, immessa e mantenuta, al fine di stabilire se i gruppi di filtrazione, la pulizia e le procedure adottate conservino la necessaria efficienza.</p>
<p>&#8211; <strong>Prova di campionamento microbiologico superficiale e aerodisperso</strong>:<br />
necessaria per garantire lo svolgimento delle attività chirurgiche nelle condizioni più idonee assicurando l’assenza di elementi che potrebbero compromettere la salute dei pazienti.</p>
<p>&#8211; <strong>Valutazione microclimatica</strong>:<br />
condizioni microclimatiche ambientali non idonee potrebbero causare ripercussioni in ambito lavorativo dovute ad affaticamento, stanchezza, poca lucidità.</p>
<p>La convalida delle sale operatorie secondo la norma UNI 11425:2011 e le linee guida ISPESL(2009) ha come scopo primario quello di garantire sicurezza per operatori e pazienti in termini di:<br />
<strong>&#8211; prevenzione delle infezioni al sito chirurgico</strong>, problematica ad elevato impatto assistenziale, che purtroppo riguarda da vicino gli ospedali italiani, essendo il nostro paese tra quelli con il più alto tasso di incidenza ed il primo per numero di decessi nell’area dell’Unione Europea.<br />
<strong>&#8211; garantire la sicurezza e la salute</strong>, intesa non solamente come assenza di malattia ma come condizione di benessere fisico e psichico, <strong>sul posto di lavoro</strong>, individuando potenziali fattori di rischio e delineando un quadro di riferimento per prevenire e migliorare tali aspetti tramite discussione e consultazione partecipativa.</p>
<p>Ora che abbiamo vinto la prima sfida, quella dell&#8217;adattamento all&#8217;emergenza, siamo pronti per cambiare di nuovo tutto? Dobbiamo ricominciare ad utilizzare le sale operatorie come abbiamo sempre fatto. Ma meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Quale futuro per i dispositivi di protezione individuale?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 18:25:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono quasi 10'700 gli operatori sanitari italiani contagiati dal nuovo coronavirus Co-Vid 19. E oltre 70 i decessi. Secondo gli ultimi dati resi noti dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), l'età media è di 49 anni ed il 35% è di sesso maschile. Si tratta di circa il 10% dei casi totali segnalati. È "evidente -]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Sono quasi 10&#8217;700 gli <strong>operatori sanitari italiani contagiati dal nuovo coronavirus Co-Vid 19. E oltre 70 i decessi.</strong></h5>
<h5>Secondo gli ultimi dati resi noti dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità (Iss), l&#8217;età media è di 49 anni ed il 35% è di sesso maschile. Si tratta di circa il 10% dei casi totali segnalati. È &#8220;evidente &#8211; afferma l&#8217;Iss &#8211; l&#8217;elevato potenziale di trasmissione in ambito assistenziale di questo patogeno&#8221;.</h5>
<p>Nei giorni scorsi, i medici italiani hanno pubblicato sul British Medical Journal una lettera a firma del presidente FNOMCeO (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici) Filippo Anelli. Questa, in sintesi la loro richiesta:</p>
<p><em>&#8220;Sbloccare immediatamente le forniture di <strong>dispositivi di protezione individuale</strong> ed eseguire test a risposta rapida, seguiti da tamponi, in maniera sistematica a tutti gli operatori sanitari nel pubblico e nel privato che mostrano sintomi di infezione da Covid-19 anche lieve e in assenza di febbre o che sono stati in contatto con casi sospetti o confermati.</em>&#8221;</p>
<p>Appare evidente che l&#8217;emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha in qualche modo risollevato un problema già conosciuto e da sempre presente negli ospedali italiani: quello della sicurezza degli operatori sanitari e della qualità dell&#8217;ambiente lavorativo.</p>
<p>E se è vero, come ci stanno dimostrando in questi giorni, che i medici fanno tutto il possibile per prendersi cura dei pazienti, allora meritano di lavorare in piena sicurezza, senza correre alcun rischio per la propria vita o per la propria salute. I medici e tutti gli operatori sanitari hanno il diritto di avere a disposizione <strong>DPI (dispositivi di protezione individuale) efficaci ed efficienti</strong>, e una corretta formazione per il loro utilizzo.</p>
<p>Senza considerare che, nel caso di una pandemia, <strong>ogni dispositivo di protezione individuale diventa automaticamente un dispositivo di protezione collettiva</strong>, poichè previene il diffondersi degli agenti patogeni.</p>
<p>E non stiamo parlando delle semplici mascherine chirurgiche, <em>(rese famose dai media che [s]parlano di questo argomento fingendo di sapere tutto: quando usarle, quando non usarle, come riciclarle e come costruirsele in casa)</em>, quanto piuttosto di tutte le attrezzature utilizzate allo scopo di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Possono essere <strong>guanti, occhiali, visiere, maschere, scarpe protettive</strong>.</p>
<p>A questo proposito, volevamo lanciare ai nostri interlocutori (in particolare gli RSPP che ci leggono sul blog) un piccolo sondaggio riguardante un particolare tipo di maschera protettiva già utilizzato per l&#8217;emergenza Coronavirus in Cina e Corea del Sud (attualmente in fase di certificazione CE):</p>
<p><a href="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2020/04/maschera-class.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-451 aligncenter" src="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2020/04/maschera-class-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" srcset="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/04/maschera-class-200x143.jpg 200w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/04/maschera-class-300x214.jpg 300w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/04/maschera-class-400x286.jpg 400w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/04/maschera-class-600x430.jpg 600w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/04/maschera-class.jpg 732w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>  <a href="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2020/04/esploso-filtro-class.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-450 aligncenter" src="http://www.class-solutions.it/wp-content/uploads/2020/04/esploso-filtro-class-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" srcset="https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/04/esploso-filtro-class-200x143.jpg 200w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/04/esploso-filtro-class-300x214.jpg 300w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/04/esploso-filtro-class-400x286.jpg 400w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/04/esploso-filtro-class-600x430.jpg 600w, https://www.class.srl/wp-content/uploads/2020/04/esploso-filtro-class.jpg 732w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&#8211; Si tratta di un cappuccio con visiera dotato di dispositivo di ventilazione a batteria.<br />
&#8211; Il filtro nel dispositivo di ventilazione è di tipo P3.<br />
&#8211; Il dispositivo ha la regolazione di 3 flussi d’aria e una autonomia fino a più di 8 ore con il flusso d’aria più basso.<br />
&#8211; La batteria è ricaricabile e i filtri all&#8217;interno possono essere sostituiti facilmente dopo circa 12 mesi di utilizzo.<br />
&#8211; La visiera è in policarbonato infrangibile e l&#8217;intero casco può essere disinfettato, sterilizzato e sanificato ad ogni utilizzo.</p>
<p>La domande a questo punto sono tante:</p>
<p><strong>Quanto pensate possano essere utili per il personale medico sanitario, questi dispositivi di sicurezza? E quali considerazioni vi verrebbe da proporre a chi si sta occupando di riprogettare il futuro della protezione individuale?</strong></p>
<p><strong>Questo genere di dispositivi di protezione individuale potranno essere utili in futuro per evitare di ripetere gli errori che hanno portato a questa drastica situazione per i nostri medici impegnati nella lotta al Coronavirus?</strong></p>
<p><strong>Vista l&#8217;emergenza sanitaria in corso, dalla quale sembra che fortunatamente, usciremo presto, non è il caso di ripensare al futuro degli operatori sanitari in ottica di maggiore sicurezza e qualità dell&#8217;ambiente di lavoro?</strong></p>
<p>Grazie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come affrontare la disinfezione nei casi di emergenza?</title>
		<link>https://www.class.srl/come-affrontare-la-disinfezione-nei-casi-di-emergenza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=come-affrontare-la-disinfezione-nei-casi-di-emergenza</link>
		
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 15:34:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stiamo vivendo tutti, in Italia e nel Mondo, un periodo di tensioni e preoccupazioni legate all'emergenza sanitaria dovuta al Corona Virus (o meglio, Co-Vid 19), alla sua rapida diffusione e all'incertezza sulle conseguenze che questa diffusione avrà sulle nostre vite. Il nostro lavoro quotidiano, teso al miglioramento della qualità e sicurezza all'interno delle strutture sanitarie]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo vivendo tutti, in Italia e nel Mondo, un periodo di tensioni e preoccupazioni legate all&#8217;emergenza sanitaria dovuta al Corona Virus (o meglio, Co-Vid 19), alla sua rapida diffusione e all&#8217;incertezza sulle conseguenze che questa diffusione avrà sulle nostre vite.</p>
<p>Il nostro lavoro quotidiano, teso al miglioramento della qualità e sicurezza all&#8217;interno delle strutture sanitarie ci ha portato alla ricerca tempestiva di un&#8217;opportunità per cercare di contenere l&#8217;emergenza sanitaria.</p>
<p><strong>Abbiamo trovato un sistema molto interessante per la disinfezione degli ambienti, in particolare delle ambulanze.</strong></p>
<p>Il sistema, permette di applicare a caldo, attraverso il vapore, il prodotto disinfettante (Adantium Plus) su qualsiasi tipo di superficie ed attrezzatura per un efficace trattamento a 360° dell’ambiente  e si contraddistingue per efficienza, efficacia, semplicità e velocità di uso.</p>
<p>In merito al prodotto disinfettante, la diluizione consigliata per le operazioni standard di disinfezione, è di un flacone da 25 ml diluito in 2 litri di acqua demineralizzata (aumentabile ad un flacone per litro in caso di trattamento di decontaminazione maggiormente intensivo).  Tale quantità di disinfettante è utile per circa un’ora di utilizzo (10 mezzi di soccorso 500/1000 mq, in ragione della tipologia di intervento prescelta).</p>
<p><strong>Il tempo necessario per il trattamento completo di un’ambulanza (<u>cellula sanitaria e vano guida</u>) è di circa 8 minuti ed il mezzo può essere <u>immediatamente riutilizzato</u>.</strong></p>
<p>Sicuramente è un’occasione commerciale, ma in questo particolare periodo, vorremmo che fosse anche un’attività socialmente utile, un nostro contributo al contenimento del VIRUS!<br />
Il sistema non ha costi elevatissimi e non è nostra intenzione quella di lucrare sulla salute delle persone, ma poter offrire un servizio indispensabile al contenimento delle infezioni.</p>
<p>Per qualsiasi informazione in merito, siamo disponibili ai nostri soliti <a href="http://www.class-solutions.it/contatti/">recapiti.</a></p>
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